Un romanzo magistrale scritto da una delle voci più incantevoli e originali della mia generazione. Valeria Luiselli
In Wishbone, Laia Jufresa costruisce una folgorante architettura narrativa: un romanzo che si muove a ritroso nel tempo e che si legge come un segreto da svelare. Fernanda Trías
Dopo il successo internazionale di Umami, il nuovo atteso romanzo di Laia Jufresa: due donne, una storia che attraversa gli anni e i continenti, un finale che cambia ogni cosa.
A Oaxaca, in Messico, Tor Sima ha creato un museo dedicato al colore, in poco tempo diventato famoso in tutto il mondo. A Edimburgo, Vica Luft è una madre single che lavora come segretaria e vede con stupore la figlia affacciarsi sull’adolescenza. Due donne che vivono agli antipodi, che non hanno nulla in comune, eppure condividono una ferita, un amante e una curiosa passione per i polpi. A unirle non è solo il caso, ma una corrente sotterranea che attraversa anni e geografie.
Nello spazio di cinquant’anni e di sette diverse città, questa storia si muove indietro nel tempo per indagare ciò che resta e ciò che si perde. La maternità e le sue ambivalenze, l’amicizia come rifugio e come inciampo, la tensione fra l’arte e la sopravvivenza. La parte di noi che va perduta quando una persona amata scompare e i legami tentacolari che ci legano alle famiglie che scegliamo.
Lucido, godibilissimo e insieme vibrante d’immaginazione, Wishbone è un romanzo incantevole, con personaggi irresistibili, una struttura che sfida ogni convenzione narrativa e una rivelazione finale travolgente. Un libro che conferma Laia Jufresa come una delle voci più singolari della letteratura contemporanea.
Leggi un estrattoÈ possibile schiantarsi e affondare e prendere fuoco, tutto allo stesso tempo. Anzi, è proprio quello che succede quando nessuno sa cosa
ti sia successo: ti è successo tutto.